Storia - Da vedere - Musei - Carsulae
Parco della Fonte - Giostra dell'arme
Le Fonti
SANGEMINI (Terni - Italy)
La tradizione vuole che il nome San Gemini derivi da un Santo proveniente dall'Oriente, di nome Yemin, che svolse in questi luoghi la sua opera di evangelizzazione. San Gemini è stata sicuramente abitata sin dall'epoca romana ed oggi come allora è famosa per le sue acque. Fu all'inizio uno degli agglomerati che si formarono, intorno a Carsulae, sulla Via Flaminia, che poi si ingrandì ulteriormente dopo il definitivo abbandono di Carsulae stessa. San Gemini assunse comunque solo nel periodo medioevale la fisionomia urbanistica che ancora oggi sostanzialmente conserva, con le sue mura, le sue torri fortificate e le sue porte. Devastato dai Saraceni nell'882, dal sec. XI al sec. XV, fu in possesso sia di Narni che della Chiesa . Nel 1524 fu concesso dal Pontefice Clemente VII agli Orsini, Nel 1527 fu devastato ad opera delle truppe del conestabile di Borbone diretto a Roma. Elevato a Ducato nel 1590 da Urbano VII a favore degli Orsini fu poi, nel secolo successivo dei Publicola di Santacroce. Pio VI nel 1781 elevò San Gemini al rango di città.
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COSA VEDERE A SANGEMINI
Chiesa di San Francesco
La costruzione della chiesa risale probabilmente al 1200 ed essa testimonia il culto francescano a San Gemini. Questo fu rafforzato dal fatto che il Santo stesso fu presente sul posto più di una volta e, nel 1213, fu addirittura l'artefice di un esorcismo. Secondo la tradizione, fu proprio a ricordo di questo evento che il conte Capitoni, il cui stemma è visibile sopra le colonnine del portale, volle donare parte del suo territorio alla Chiesa perché vi edificasse un luogo di culto francescano.
La Chiesa di San Francesco è realizzata secondo lo stile gotico e il suo interno è ad una sola navata con sette arconi. In essa sono conservati numerosi affreschi, tutti restaurati in tempi recenti: nella parte destra è possibile ammirare un Santo del XV secolo; nella prima nicchia Santa Lucia tra San Giovanni Battista e San Rocco, risalente al secolo XVI; nella quarta nicchia "L'incredulità di San Tommaso e Santa Lucia", anche questo risalente al secolo XVI. L'opera più interessante è costituita da un affresco, di anonimo, che rappresenta la "Crocifissione" e la cui datazione risale addirittura al secolo XIV. Si tratta di un dipinto di Scuola Umbra collocato all'interno di una campitura ogivale, effettuato con fine maestria quasi a preludere al raffinato realismo del Maestro di Narni. In esso sono raffigurati San Francesco e San Giovanni ai piedi della Croce. Pregevole anche un Crocifisso ligneo del secolo XV posto sopra l'altare maggiore.
Chiesa di Santo Stefano
L'antica chiesa è stata incorporata nella casa Violati. Attorno alla chiesa, di cui è ancora visibile l'Abside, sembra essersi formato il primo nucleo del paese. Nel giardino sono venuti alla luce, tra vari reperti archeologici, due mosaici pavimentali del I secolo d.C.. Questi, costituiti da motivi geometrici e floreali, contribuiscono ad avvalorare l'ipotesi dell'esistenza di una sontuosa costruzione.
Chiesetta Priorale di S.Carlo
La Chiesa, che un tempo si chiamava Santa Maria de Incertis, deve il suo attuale nome al fatto che, secondo la leggenda, vi avrebbe celebrato una Messa il Santo Arcivescovo di Milano. Anche il nome originario sembra derivi da un fatto leggendario, collegato alla storia della campana di Torre Esperia. Sembra infatti che durante la sua fusione, un pellegrino proveniente dalla terra Santa, abbia gettato nella colata un'ampolla d'argento contenente sette gocce del latte della Madonna invocando: "Nell'incertezza del pericolo e nell'ora della morte, libera tutti i tuoi figli o Santa Maria".
La chiesa era originariamente costituita da un solo loggiato con un'immagine della Vergine e pare che nel 1400 sia stata trasformata in cappella dei Priori. Al suo interno sono tuttora custodite numerose opere d'arte. Nella parete di fondo, sotto un'edicola del 1200, si può ammirare una Madonna fra Angeli e Santa Caterina d'Alessandria, databile alla seconda metà del secolo XV. In basso a sinistra è situato un San Giorgio a cavallo da cui sarebbe stata presa ispirazione per lo stemma del Comune, trasformando San Giorgio in San Gemine.
Chiesa di S.Gemine
Il Duomo è stato più volte ricostruito nel corso dei secoli. I resti più antichi della Chiesa risalgono al secolo XII ed è stato provato che a quell'epoca era molto in voga il culto di fra' Gemine, monaco di origine siriana morto nell'815. La sua struttura attuale deriva dai restauri ottocenteschi operati dall'ingegnere Livoni dietro alcuni suggerimenti di Antonio Canova. I lavori durarono ben trent'anni e vennero messi in opera per celebrare il ritrovamento delle reliquie del Santo avvenuto nel 1775. Esse vennero rinvenute all'interno della Sacrestia e qui sono ancora conservate l'urna e la lapide. Le reliquie riposano invece sotto l'Altare Maggiore. Nella chiesa sono presenti alcuni dipinti del 1600, come il "Martirio di san Sebastiano", la "Madonna con Bambino e Santo Vescovo" e un "San Matteo Evangelista".
Abbazia di S.Nicolo'
L'insigne monumento ha un significato molto particolare per la cittadina di San Gemini in quanto il Santo cui è dedicato compare nel primo documento storico, risalente al 1036. L'abbazia fu eretta nel secolo XI e subì, nel corso dei secoli, alcune modifiche e ristrutturazioni. La parte più bella dell'edificio era costituita dal portale che, venduto ad un antiquario negli anni '30, si trova oggi al Metropolitan Museum di New York. Oggi, guardando la facciata, se ne può ammirare una copia, perfettamente realizzata dallo scultore Fernando Onori di Roma, posta a rimpiazzare l'originale dopo i lavori di restauro effettuati nel 1967. L'interno dell'Abbazia consta di tre navate, realizzate con colonne e capitelli di diversa provenienza. Sulle pareti, un tempo ornate da magnifici affreschi andati perduti nel tempo, restano una "Madonna con Bambino" di Ruggero da Todi, realizzata nel 1295 e ispirata dalle Maestà di Duccio e Cimabue, e un "San Gregorio Magno", probabilmente dello stesso autore. In essa è inoltre contenuta una scultura simbolica, presente in altri palazzi umbri, che raffigura un grande leone che atterra un ariete.
Abbazia di S.Nicolo'
Eretta nel 1575 e completamente ristrutturata nel 1723 è contigua all'omonimo Convento. Sopra l'ingresso è possibile osservare lo stemma dei canonici lateranensi cui era stata affidata. La chiesa ha un interno neo barocco e conserva, fra varie opere, una pregevole tela sull'altare maggiore e alcuni stemmi alle pareti.
Palazzo Pretorio e Torre Esperia
Il Palazzo, conosciuto anche come Palazzo del Popolo o Palazzo Vecchio, era la sede del governo cittadino e, accanto ad esso, sorge la maestosa torre che contiene ancora la "campana delle adunanze". Questa venne realizzata nel 1318 da Maestro Matteo d'Orvieto.
Info turistiche trate dal sito di Paginesì
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I MUSEI A SANGEMINI
Geolab (museo laboratorio di scienze della terra)
Struttura concepita per favorire la conoscenza della geologia umbra attraverso giochi e macchinari. Comprende tre laboratori didattici aperti a tutti gli studenti (su prenotazione) dedicati rispettivamente alla geografia, alla mineralogia, alla paleontologia.
Ingresso a pagamento.
Museo Guido Calori
Raccolta di opere scultoree, pittoriche, grafiche dell’artista Guido Calori (1885-1960) con archivio e carteggio. Aperto il sabato e la domenica dalle 10 alle 14, da marzo a ottobre. Nel periodo della Giostra dell'Arme è aperto tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle 18 alle 23. Durante tutto l'anno si effettuano aperture su prenotazione.
Biglietto d'ingresso: intero €3, ridotti € 2,50 (15-25 e sopra i 60 anni; gruppi di almeno 15 persone), € 2,00 (6-14 anni), € 7,00 ( 2 adulti e max. 3 bambini fino a 14 anni). Il biglietto comprende anche l'ingresso al Geolab.
Testi e info tratti dal sito della Provincia di Terni
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Carsulae - Parco archeologico
La città romana di Carsulae è uno dei siti archeologici più importanti e spettacolari dell’Umbria. L’area, situata in provincia di Terni, sorge su un pianoro appena ondulato, ai piedi dei Monti Martani. La sostanziale integrità, non alterata da sovrapposizioni di culture successive, consente una lettura nitida dell’impianto urbano e degli edifici. La via Flaminia, che la attraversa da Nord a Sud, conserva intatta la sua pavimentazione e insieme al paesaggio incontaminato, compone un quadro di singolare suggestione.Tra i monumenti, oltre al bellissimo tratto della Flaminia, vanno ricordati i due templi gemelli, l’Anfiteatro, il Teatro, l’Arco di San Damiano e le tombe monumentali.
Tratto dal sito...Clicca qui
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Parco della Fonte “ Sangemini “
Il parco è ubicato in collina a 380 m. s.l.m a nord della cittadina di San Gemini con accesso al Km. 21.200 bis Tiberina. Si estende su una superficie di circa mq. 70.000 completamente ricoperto da pineta, bosco naturale di querce secolari ed altre essenze autoctone. Dallo stesso si apre una stupenda vista panoramica sulla Conca Ternana. La sua valorizzazione risale al 1889 e coincide con l’inizio della produzione e commercializzazione a carattere industriale della preziosa acqua minerale SANGEMINI. L’acqua SANGEMINI e l’acqua FABIA hanno il bacino produttivo in area pede-montana a ridosso della catena dei Monti Martani e particolarmente del massiccio del Monte Torre Maggiore.
Testo trato da...Clicca qui
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Giostra dell'Arme
Antichissimo torneo cavalleresco in onore del Santo Patrono di cui si trova traccia già negli Statuti Comunali del XIV secolo ma la cui prima effettuazione in tempi moderni risale al 1974.
La manifestazione, considerata una delle più rilevanti fra le rievocazioni medioevali in Italia, E' preceduta da esibizioni del gruppo Sbandieratori della città. La Giostra è un torneo con lance, nel quale si misurano sei cavalieri, ripartiti in due fazioni che portano i colori dei due Rioni tradizionalmente rivali della cittadina: Piazza e Rocca. E' detta "dell'Arme" in quanto la prova che ogni cavaliere deve affrontare, consiste nell'infilare la propria lancia, al galoppo, in un anello di 5 cm. di diametro interno e scagliarlo contro un bersaglio a forma di stemma gentilizio (l'Arme appunto) suddiviso in settori diversi per forma e colore con differenti punteggi.
E' una competizione che avvince, entusiasma ed esalta e che, a detta di competenti e ricercatori, è unica in Italia e forse nel mondo.
Al Rione vincitore, quello che ha totalizzato più punti, è assegnato il "Palio", un drappo di velluto rosso su cui è fissato un grande scudetto d'argento con inciso lo stemma di San Gemini, la dicitura "Giostra dell'Arme" e l'anno della gara. Testo trato dal sito http://www.prosangemini.com
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Le fonti Sangemini
Si trovano vicino a S.Gemini, un borgo dall'intatto aspetto medievale. Gia' conosciute dai romani che nelle vicinanze costruirono l'antica Carsulae, sono tra le piu' apprezzate in Italia, consigliate in pediatria, nelle convalescenze e nella cura dell'apparato digerente. Studi, hanno evidenziato che il calcio in essa disicolto, particolarmente utile per la crescita della struttura ossea del bambino e nella cura dell' osteoporosi, e' perfettamente assimilabile dall' organismo. Nello stabilimento dell'acqua S.Gemini viene imbottigliata anche l'acqua Fabia, oligominerale, utile per la cura delle malattie epatiche e renali. La sorgente sgorga all'interno di un parco attrazzato per praticare sport e trascorrere ore rilassanti.
Testo tratto dal sito della Provincia di Terni
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